Domenica 6 aprile è un giorno speciale per gli amanti del ciclismo e gli appassionati di sport perchè va in scena il Giro delle Fiandre, la “Ronde van Vlaanderen”, una della cinque classiche monumento della stagione, la corsa in linea con più tradizione e quella che inaugura la cosiddetta “Campagna del Nord”, che comprende anche Gand Wevelgem, Parigi-Roubaix, Freccia Vallone, Amstel Gold Race e Liegi-Bastogne-Liegi, una serie di eventi mitici tra Belgio, Francia e Olanda con muri, pavè, pietre, fango, polvere e tanto freddo.

Quella che andrà in scena quest’anno sarà la 98esima edizione della “Ronde” che rispetto agli anni passati avrà qualche novità nel percorso: non però nella partenza, che resta fissata a Bruges, e nemmeno nell’arrivo, a Oudenaarde, cittadina industriale di circa 30mila abitanti situata a circa 60 chilometri a ovest della capitale Bruxelles. Saranno 259 chilometri molto duri dove i protagonisti assoluti saranno i “muri”, salite brevi ma con pendenze molti impegnative e spesso con fondo in pavè, cosa che rende davvero difficile il loro superamento, soprattutto se c’è pioggia. Sono 17 in tutto (14 in realtà visto che due saranno ripetuti) e concentrati negli ultimi 150 chilometri: 11 di essi addirittura nei 50 km conclusivi, quando la corsa entra nella sua fase decisiva.

L’ultimo muro è il Paterberg, fissato a 13 chilometri dal traguardo ma la cima più difficile e considerata il vero trampolino di lancio per i big della corsa è il Koppenberg, dalla cui cima mancheranno 44 km all’arrivo. E’ situato nei pressi di Oudenaarde, alto appena 77 metri ma è estremamente difficile perchè ha il fondo in pavè, una pendenza media dell’11% e punte al 23%: non è raro vedere atleti scendere dalla bici e scollinare con l’attrezzo in spalla. Il Giro delle Fiandre è una corsa adatta soprattutto a passisti con grande resistenza, notevole forza fisica per replicare alle insidie del pavè ma anche lo spunto veloce, soprattutto in salita, per piazzare la stoccata vincente.

I plurivincitori della “Ronde”, con tre affermazioni, sono i belgi Achiel Buysse, Eric Leman, Johan Museeuw e Tom Boonen, più l’italiano Fiorenzo Magni, scomparso nell’ottobre 2012, in grado di piazzare i suoi successi consecutivamente dal 1949 al 1951 e di guadagnare il soprannome di “Leone delle Fiandre”. L’Italia è la seconda nazione con più vittorie, 10, l’ultima nel 2007 col veneto Alessandro Ballan, poi terzo nel 2012 alle spalle di Filippo Pozzato, secondo, e Tom Boonen. Il Belgio comanda con 68 successi. Sono 3 le affermazioni invece della Svizzera, due delle quali firmate Fabian Cancellara, vincitore nel 2010 e l’anno scorso nel 2013, e ovvio favorito anche per questa edizione.

Lo svizzero di Berna, ma con chiare origini italiane, punta a fare tris ed eguagliare i più grandi nell’albo d’oro. Dovrà però fare attenzione allo storico rivale Tom Boonen e all’emergente Peter Sagan, il giovane slovacco arrivato secondo nel 2013 e desideroso di centrare il primo grande successo della carriera. Speranze italiane affidate a Filippo Pozzato, uno specialista delle classiche del Nord.