“Il dito medio parla da sé”, ha commentato David Cerny a proposito della sua ultima installazione che ha galleggiato qualche giorno fa sul fiume Moldava alla vigilia delle elezioni politiche in Repubblica Ceca. E’ una figura viola alta 9 metri immortalata dall’artista in un gesto inequivocabile che poco spazio lascia alle interpretazioni. Un “grido d’allarme” lo ha definito, contro la corruzione del sistema politico in generale e che nello specifico allude al recente scandalo che ha coinvolto la figlia dell’ex primo ministro di sinistra Milos Zeman.

Non è un caso che la scultura abbia sfilato proprio sotto il castello di Praga, simbolo storico ancor prima che artistico del paese e del suo passato. Del resto il dito è solo la più recente delle incursioni provocatorie di Cerny nella sua città, l’ultimo capitolo di una storia che gli ha provocato negli anni non pochi problemi legali. Nel 1991 aveva osato colorare di rosa un carro armato sovietico ed era stato arrestato per una provocazione giudicata intollerabile, e da allora non ha mai smesso di turbare e far parlare di sé.

Ci si può imbattere nelle sue opere praticamente in tutta la Praga, e sono quasi tutte strategicamente collocate in punti rappresentativi della città. Tra le più discusse c’è il gruppo di bambini giganti sull’isola di Kampa: anatomia spropositata e codice a barre al posto dei volti, una contestazione non troppo sottile verso il consumismo e la perdita di identità. Sempre figure infantili sono quelle che si arrampicano sulla Žižkov Television Tower, mentre un gigante dorato di dieci metro fa pipì letteralmente dal tetto del Teatro Nazionale e due uomini nudi fanno lo stesso contorcendosi meccanicamente davanti al Museo di Franz Kafka.

In uno dei suoi lavori più noti Cerny se la prende con il Principe Venceslao, raffigurato mentre calvanca un cavallo a testa in giu che penzola dal soffitto del Passaggio Lucerna a Václavské Námestí. Non ne esce illeso nemmeno Freud, il padre della psicanalisi sospeso tra le leggi della ragione e quelle dell’inconscio è pericolosamente aggrappato con una sola mano a una trave che sporge da una palazzo.

David Cerny ha esposto anche in Italia, la sua prima personale è stata “The Solo Show” nel 2010 presso la galleria di arte contemporanea di Roma.