Vivere in un luogo è il modo migliore per conoscere nuove culture, territori, storie. Paesaggi, città, opere d’arte diventano parte di noi, correggendo o addirittura cambiando il nostro stile di vita.
Ci sono persone però che riescono, con il proprio stile di vita, ad influenzare o modificare una parte dei luoghi che visitano, per renderli riconoscibili, diversi, particolari e farli rivivere agli occhi della comunità.
E’ il caso di due artsti emergenti europei Nikita Nomerz e Pøbel.
Nikita utilizza spazi abbandonati delle città per dipingere dei volti, aggiungendo così il suo tocco creativo ai luoghi che visita.

La serie di opere che ha realizzato è stata nominata The Living Wall.

“Dipingo per le strade, negli spazi pubblici, ma non voglio essere considerato un invasore o un distruttore delle città. Sono solo un creativo che ha maggiore empatia con gli spazi urbani. Sono ispirato delle città, dalle persone, dalla musica, dai film e dal lavoro di altri artisti. Tutto questo mi permette di realizzare il mio lavoro.”

Pøbel è uno street art che invece ha scelto di lasciare il proprio segno in luoghi che non sono facilmente raggiungibili o visibili ai più. I suoi graffiti si trovano in luoghi non definiti, da “nessuna parte” come si legge anche sul suo sito.
Pøbel non lavoro da solo, ma ha dato vita ad un vero proprio gruppo collaborando con 10-15 artisti diversi, per realizzare un’operazione in larga scala. Un evento, raccontato nel documentario di, Davide Fasolo, chiamato “Living Decay“.

Sono solo 2 esempi che testimoniano il dialogo vivido tra uomo e città, un dialogo che parla un linguaggio universale e che spinge ciascuno di noi ad esplorare città diverse, viaggiare, conoscere e soprattutto a guardare con occhi nuovi i luoghi che attraversiamo, con la consapevolezza che ovunque ci sono giovani talenti come Nikita Nomerz e Pøbel che hanno la capacità lasciare un segno ben più profondo di quello impresso su un muro.