Diamo il via al RaccontaCittà con un tuffo nella storia. Avvolti da un atmosfera davvero suggestiva, ci spostiamo a Melfi, una città in cui il passato non è stato cancellato, per riscoprire non solo le antiche gesta di un borgo medievale ma anche aneddoti, curiosità e segreti raccontati dagli occhi di “una melfitana D.O.C.”!

Il borgo medievale di Melfi, situato alle pendici del Monte Vulture in Basilicata, è uno dei più importanti centri industriali del Meridione: la sua storia millenaria la dipinge sin dalle origini come importante impero commerciale e città delle Costituzioni di Federico II, emanate come regolamento unico per il Regno delle due Sicilie.
Racchiusa entro la cinta muraria e dominata dall’imponente mole del Castello, Melfi conserva ancora oggi antichi palazzi e le porte della città fortificata di cui sono ancora ben conservate anche le antiche mura che le hanno conferito il carattere di fortezza militare e quel fascino tipico di un antico borgo medievale. “Ordunque madame e messeri, chiudete li occhi e lasciatevi incantare…Melfi ha tanto da raccontare!”

Il simbolo della città: il Castello di Melfi

castello melfi

Edificato dai Normanni tra la fine dell’XI e gli inizi del XII sec. su una collina che sovrasta tutto il centro storico, il Castello è il simbolo della città di Melfi e conserva un fascino davvero originario. Circondato da dieci torri, delle quali sette a pianta rettangolare e tre a pianta pentagonale, il Castello da una visione d’insieme di grande suggestione soprattutto per chi lo guarda dal lato nord, dove le torri e la cinta muraria sembrano quasi aggrappate alla roccia e sono a picco sul sottostante fiume Melfia, da cui sembra derivi il nome della città.
Già che ci sono, voglio svelarvi un piccolo segreto: ammirando il castello aguzzate la vista verso la torre ovest, detta “baluardo del lione”. La sua sporgenza a forma di nido sarebbe, secondo la leggenda, il nido dell’aquila imperiale di Federico II di Svevia!

Rievocazioni storiche: la Pasqua di sangue di Melfi

pentecoste melfi

La possente cinta con le torri ed il fossato del castello di Melfi lasciano spazio, nell’immaginario collettivo, all’idea di una città difesa, compatta e invalicabile ma una nota dolente riecheggia nella storia della città: il 23 Marzo 1528 un esercito francese, al comando del Visconte di Lautrec Odet de Foix, assediò la città di Melfi trucidando gran parte della popolazione.
L’evento, noto anche come “Pasqua di Sangue” è ricordato ogni anno attraverso l’unica manifestazione che si celebra in onore dello Spirito Santo. Una due giorni spettacolare che ricorda dapprima l’assedio della città da parte delle truppe del Lautrec e le eroiche gesta del “Ronca” uno dei personaggi simbolo della Melfi del ‘500 che prima di essere ucciso, colpito alle spalle dai francesi, tenne eroicamente da solo la breccia che i cannoni avevano aperto nel muro di cinta della città, trascinando con sé nella tomba un numero notevole di soldati nemici; e successivamente la riconquista della città da parte degli Spagnoli proprio nel giorno di Pentecoste.

Vi ho incuriosito vero? Bene! Allora se non avete programmi il prossimo 14 e 15 Maggio fidatevi di una melfitana D.O.C. e venite a visitare la nostra bella città. Avrete il tempo di riscoprire la città e godere di uno spettacolo senza pari in occasione della 488° edizione della Pentecoste di Melfi! Mi raccomando…vi aspetto in tanti!

Sara Iorio